Cos’è la digitalizzazione delle imprese

digitalizzazione delle imprese: vantaggi, strumenti | Sygest Srl

Che cos’è la digitalizzazione delle imprese: vantaggi e strumenti per il settore metalmeccanico

Da tempo ormai sentiamo parlare di digitalizzazione delle imprese, ma cosa significa esattamente? La verità è che non esiste una risposta breve e univoca perché la digitalizzazione di un’azienda cambia a seconda di ogni specifica situazione.

I tempi sono più che maturi anche per la digitalizzazione delle imprese italiane. Anzi, a dirla tutta, il mondo industriale italiano risulta in ritardo rispetto alla media europea: diverse aziende italiane infatti sono ancora lontane dai concetti dell’Industria 4.0.

Con l’avvento della Industry 4.0, dove acquisire i dati significa produrre valore economico, possiamo dire che il termine di digitalizzazione delle imprese ha acquisito il significato di impiego delle tecnologie digitali per ottimizzare e integrare i processi aziendali e quindi migliorare il business.


digitalizzazione delle imprese: vantaggi, strumenti | Sygest Srl

Vediamo più nel dettaglio come digitalizzare un’impresa partendo dalle basi. Ogni tipologia di azienda ovviamente ha specifici processi e, quindi, per evitare di affrontare temi troppo generici analizzeremo la digitalizzazione delle imprese del settore metalmeccanico, il principale settore di intervento di Sygest, per scoprire cosa significa digitalizzare un’impresa e i suggerimenti migliori per una trasformazione efficiente ed efficace.

Facendo un rapido excursus indietro nel tempo, possiamo individuare l’ERP come il primo sistema digitale apparso nelle aziende meccaniche per risolvere prima di tutto le esigenze amministrative come primo step della digitalizzazione delle imprese italiane e non.

Si trattava, agli inizi, di un’oasi nel deserto. Tutto il resto veniva gestito tramite fogli di carta a partire dalla progettazione (grandi fogli A0 disposti sul tecnigrafo) fino alla produzione e alla gestione del post-vendita. Enormi archivi cartacei occupavano spazio e vi era grande difficoltà a recuperare dati e informazioni quando servivano.

Le attività procedevano quindi con un ritmo molto più lento di quello attuale; la rivoluzione digitale degli uffici, a partire dagli anni ’80, ha accelerato le tempistiche e ha portato all’integrazione delle informazioni come la conosciamo adesso.

All’inizio non vi era integrazione e vi erano solo soluzioni verticali stand alone. Con il progredire della digitalizzazione delle aziende vi è stato il passaggio alle soluzioni monolitiche (es: SAP) che potevano gestire tutto in modo integrato, ovviamente con il “difetto” che non tutte le applicazioni all’interno del sistema rappresentavano il meglio per risolvere alcune delle specifiche esigenze aziendali.

Ora si sta tornando a soluzioni verticali ottimizzate per la singola area aziendale, ma totalmente integrate con l’ERP e le altre applicazioni. Questa nuova modalità di architettare il software è supportata soprattutto dalla tecnologia web che consente di far dialogare sistemi differenti tramite API.

Il mondo del Cloud offre inoltre soluzioni varie all’interno di portali che possono essere richiamati tramite web services e fornire funzionalità ulteriori alle aziende senza avere necessità di installare on premise un sistema costoso. Il pay-per-use aiuta ad abbattere i costi di accesso alle soluzioni tecnologiche e facilita quindi anche l’introduzione di soluzioni avanzate di Business Intelligence o di Artificial Intelligence.

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Migliora la gestione dei processi aziendali

Migliora la gestione dei processi aziendali | Sygest

L’innovazione organizzativa aziendale verso la Fabbrica 4.0

L’idea centrale della Fabbrica 4.0 è la digitalizzazione e l’informatizzazione dell’intera filiera di produzione che porta al prodotto finale puntando all’innovazione organizzativa aziendale di ogni attore della filiera.

Le linee guida tracciate dalla Fabbrica 4.0 introducono tutta una serie di cambiamenti da adottare all’interno dei processi produttivi aziendali. Secondo questo modello le nuove tecnologie digitali avranno un impatto profondo sull’organizzazione aziendale e sulla gestione dei processi, muovendosi nell’ambito di quattro direttrici di sviluppo.

1. Il valore dei dati per l’innovazione organizzativa aziendale

La prima riguarda il filone legato all’utilizzo dei dati (come strumento per creare valore), alla potenza di calcolo e alla connettività e si identifica con i temi relativi a: big data, open data, Internet of Things, machine-to-machine e cloud computing per quanto concerne la centralizzazione delle informazioni e la loro conservazione.

2. L’analisi dei dati per migliorare la gestione dei processi aziendali

La seconda è quella riguardante il concetto di analytics: una volta raccolti i dati è necessario ricavarne valore. Al giorno d’oggi solo l’1% dei dati raccolti viene effettivamente utilizzato dalle imprese che invece potrebbero ottenere vantaggi ben più grandi a partire dal “machine learning“, ovvero macchine che perfezionano la loro resa analizzando i dati raccolti.

3. L’interfaccia uomo/macchina

La terza direttrice è il rapporto/interazione tra uomo e macchina e coinvolge tutte le interfacce touch e la realtà aumentata.

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Digitalizzazione dei processi amministrativi

Digitalizzazione dei processi amministrativi - PA digitale | Sygest Srl

L’evoluzione del processo di digitalizzazione della PA

L’arrivo della pandemia di Covid-19 ha fatto emergere un’esigenza imperativa sia per le aziende private che per la Pubblica Amministrazione, costringendo tali enti a studiare dei processi che superano la possibilità di contatto fra le persone, ossia il poter fare le cose a distanza.

La digitalizzazione dei processi amministrativi della PA è passata quindi dall’essere un tentativo di semplificazione e di riorganizzazione a una vera e propria necessità per continuare l’operatività, iniziando proprio dalla digitalizzazione dei documenti nella Pubblica Amministrazione.

Continuando a percorrere la strada già intrapresa verso l’evoluzione del processo di digitalizzazione della PA, il nuovo Governo sta mostrando la volontà di proseguire sulla strada del rinnovamento verso il Digitale. Con la formazione del Governo Draghi, è stato nominato il Ministro senza portafoglio per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, con la delega a esercitare le funzioni spettanti in materia al Presidente del Consiglio.

Tra i primi atti del nuovo Governo vi è stata l’adozione del decreto-legge 1° marzo 2021, n. 22 che interviene anche sulle funzioni del Governo in materia di innovazione tecnologica e transizione digitale puntando a una più profonda digitalizzazione dei processi amministrativi, prevedendo che il Presidente del Consiglio promuova, indirizzi e coordini l’azione del Governo in diverse materie, tra cui la strategia italiana per la banda ultra-larga, la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni e delle imprese e le infrastrutture digitali materiali e immateriali.

La digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA è una delle tre componenti della Missione n. 1 del Piano denominata “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”.

Già con la legge di bilancio 2020 erano state previste diverse misure volte a promuovere e valorizzare l’informatizzazione della pubblica amministrazione.

 

I passi importanti nel procedimento di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione

In sede parlamentare è in corso di esame una proposta di legge volta a potenziare l’utilizzo della carta di identità elettronica (CIE) come strumento di accertamento dell’identità del cittadino e di accesso del cittadino stesso ai servizi in rete.

Le priorità per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione sono coerenti con le ambizioni del EU Digital Compass 2030 e si trovano all’interno del PNRR (Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza); tra le principali iniziative previste: banda ultra-larga, Cloud PA, identità e domicilio digitale, interoperabilità dei dati per i servizi online ai cittadini, piattaforme di notifica digitali e cybersecurity.

Ma in Italia c’è ancora molto da fare per il rinnovamento tecnologico della PA ed esistono tuttora veri e propri ostacoli per una vera e completa digitalizzazione dei processi amministrativi: il Paese si trascina da tempo problemi in termini di governance, di coordinamento tra gli uffici pubblici, di scollamento tra i diversi enti, oltre a una scarsa competenza dei cittadini.

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Front-end Unico

Front-end Unico - Umbria Digitale | Sygest Srl

Front-end Unico per la presentazione delle istanze

Sygest supporta Regioni, Province Autonome e le rispettive società in house nel processo di digitalizzazione, assicura pieno supporto alla riorganizzazione interna della Pubblica Amministrazione, nel pieno rispetto degli obblighi normativi garantendo servizi evoluti a cittadini e imprese.

La Regione Umbria da anni si sta muovendo sia per la creazione di un ambiente di presentazione istanze generico per qualunque procedimento, che per implementare specifici procedimenti.

Sin dal 2016, su iniziativa della Regione Umbria e grazie alla sinergia tra Sygest e Umbria Digitale, ha preso vita il progetto Front-end Unico della Regione Umbria: piattaforma web per la presentazione delle istanze.

Il progetto va incontro ad un elemento inconfutabile che caratterizza la nostra realtà: una metamorfosi della comunicazione, che ha investito anche i modelli di relazione tra Pubblica Amministrazione e cittadino. Per questo la comunicazione pubblica sta vivendo una nuova fase evolutiva. L’obbiettivo è quello di operare e guidare questa complessa trasformazione sociale che vede protagonisti una pubblica amministrazione in continua evoluzione e un cittadino che esige nuovi coinvolgimenti.

C’è bisogno di trasparenza, di interoperabilità e la digitalizzazione dei servizi è un grande strumento da sfruttare per sviluppare un nuovo modello di comunicazione della pubblica amministrazione cittadino-centrica.

Il Front-end Unico è la piattaforma unica per la presentazione delle istanze. È una web application responsive, utilizzabile quindi da diversi dispositivi (desktop e/o mobile). L’applicativo è organizzato per sezioni (uffici o aree tematiche) e permette di adeguare il tema al sito web dell’ente. Questo prodotto nasce da una prima fase di analisi, durante la quale sono state studiate le istanze per capire ciò che le accomunava e ciò che le rendeva peculiari.

Le principali caratteristiche della piattaforma sono:

  • conformità alle linee guida di design per i siti web della PA;
  • integrazione con SPID e PagoPA;
  • compilazione istanze con modalità uniformi e standard;
  • unicità del sistema documentale e del modello dati (trasparenza, disponibilità e tracciabilità);
  • integrazione con back-end verticali e colloquio mediante interfacce a servizi verso diversi sistemi.

La piattaforma presenta un’interfaccia unica e intuitiva per tutte le operazioni, è accessibile dai vari browser e dai vari dispositivi per essere fruibile da chiunque e dovunque.

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Innovation Manager

Innovation Manager - Richiesta voucher | Sygest Srl

Innovation Manager – Come avviare la procedura di richiesta voucher

 

Torniamo a parlare del Voucher Innovation Manager, ovvero il contributo a fondo perduto introdotto dal Ministero dello Sviluppo Economico (e contenuto all’Interno del Piano Nazionale Industria 4.0) che punta a sostenere le PMI che hanno in atto processi di trasformazione tecnologica, digitale e organizzativa.

Fino alle ore 17:00 del 26 novembre 2019 sarà possibile presentare la domanda voucher per usufruire della consulenza dell’Innovation Manager, inserito nell’elenco pubblicato dal MISE il giorno 6 novembre 2019.

Tutte le domande pervenute saranno inserite all’interno della piattaforma MISE e inviate con procedura click-day a partire dalle ore 10:00 del 3 dicembre 2019.

Possono beneficiare del contributo tutte le Micro, Piccole e Medie Imprese che operano sul territorio Nazionale ad esclusione di quelle imprese operanti nel settore della pesca e dell’acquacoltura e nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli.

Il contributo pubblico è articolato come segue:

  • Micro e piccole imprese: contributo pari al 50% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 40 mila euro
  • Medie imprese: contributo pari al 30% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 25 mila euro
  • Reti di imprese: contributo pari al 50% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 80 mila euro

Regime di applicazione del contributo: Regime De Minimis ai sensi del Regolamento (UE) n. 1407/2013.

 

Il ruolo dell’Innovation Manager

Il compito principale dell’Innovation Manager è quello di condurre la ricerca in azienda con l’obiettivo finale di trasformarla in un’opportunità strategica di business per il futuro.

Per fare ciò, oltre a possedere una determinata esperienza maturata e consolidata in anni di attività, l’Innovation Manager deve avere una certa multidisciplinarietà e un’adeguata capacità di prevedere gli scenari futuri.

Infatti, dovrà essere in grado di individuare tutte quelle innovazioni che potranno rivestire un ruolo strategico per la crescita dell’azienda, vista in un’ottica di evoluzione sia del mondo del lavoro che della produzione, in previsione di quei nuovi mercati che la trasformazione digitale sarà in grado di creare.

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