Accessibilità dei siti web

Accessibilità dei siti web PA - AgID | Sygest Srl

Accessibilità dei siti web della PA: le iniziative di AgID

L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha attivato una serie di attività destinate alla Pubblica Amministrazione, chiamate ad adeguarsi alla direttiva europea 2016/2102, che puntano a promuovere l’accessibilità dei siti web e delle App mobile degli Enti pubblici.

Tale direttiva introduce le nuove regolamentazioni per la PA, che dovranno essere prese in considerazione entro il 23 settembre 2018.

Per accessibilità dei siti web si intende la capacità del sistema informatico di erogare servizi e fornire tutte le informazioni in modo fruibile, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistite o con particolari configurazioni (Art. 2, comma a, Legge 4/2004).

Il tema dell’accessibilità dei siti web, e più in generale delle soluzioni software web-based, abbraccia dunque una serie di aspetti che vengono valutati in fasi di sviluppo: layout e contenuto (visual e content), la struttura (develop) e il comportamento.

In base alla normativa, tutti gli utenti devono poter usufruire pienamente di tutti i vantaggi derivanti dall’utilizzo di soluzioni software, siti web, app mobile ed ogni altro servizio elettronico offerto dalla Pubblica Amministrazione, senza alcuna limitazione dovuta a caratteristiche fisiche, ambientali e tecnologiche.

Per questo motivo l’AgID ha predisposto delle iniziative di formazione mirate, con l’intento di fornire uno strumento di supporto indispensabile per la PA, al fine di favorire l’accessibilità dei siti web (che devono già rispettare i requisiti tecnici sono riportati nell’Allegato A del Decreto Ministeriale 8 luglio 2005 e successive modifiche), allineandoli alla nuova regolamentazione.

Sempre su questo tema, lo scorso 8 maggio AgID ha organizzato a Roma un workshop, aperto alle Pubbliche Amministrazioni e agli sviluppatori web, per fare un po’ il punto della situazione sull’accessibilità dei siti web e per presentare il progetto europeo “WADcher”, finalizzato al miglioramento degli strumenti di valutazione di usabilità.

Sul sito di AgID sono presenti delle linee guida dettagliate che spiegano in che modo favorire l’accessibilità di un contenuto digitale: clicca qui.

La Direttiva europea prevede, tra gli altri, la presenza di un servizio di feedback per dare la possibilità agli utenti di notificare alla PA un qualsiasi malfunzionamento del sito web o dell’App mobile, dando la possibilità di chiedere informazioni, servizi e documenti, che dovranno poi essere forniti con le adeguate tempistiche.

 

MAXPA – Prodigi: le soluzioni Sygest per la PA

Per quanto concerne la Pubblica Amministrazione, Sygest ha sviluppato dei software per la gestione dei procedimenti digitali, identificate all’interno della suite chiamata PRODIGI.

Le soluzioni Sygest si differenziano dalle altre per l’approccio adottato nello sviluppo orientato alla gestione nativa digitale dei procedimenti; inoltre, sono state sviluppate con l’intento di favorire l’accessibilità dei contenuti e rendere fruibili e a misura di cittadino i servizi web della PA.

I documenti nascono in digitale e vengono gestiti in tutto il loro iter in digitale, senza dover seguire la trasposizione digitale dell’iter analogico: in questo modo si possono sfruttare tutti i vantaggi di un vero e proprio procedimento digitale.

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TIX – Tuscany Internet eXchange

TIX - Tuscany Internet eXchange | Sygest Srl

TIX – I vantaggi del data center pubblico per la PA

Il TIX (Tuscany Internet eXchange) è il data center della Toscana che offre la possibilità di conservare i propri dati in modo totalmente sicuro e nel rispetto della privacy e che, attraverso piattaforme e infrastrutture proprie, eroga diversi servizi in cloud: dal back-office al front-office verso il cittadino.

Ad oggi la Pubblica Amministrazione italiana è caratterizzata da un numero molto alto di CED (centro elaborazione dati) di cui molti gestiti internamente che, oltre a rappresentare delle spese elevate da sostenere, portano a:

  • una frammentazione delle risorse ICT disponibili
  • una spesa per l’ICT non coordinata
  • mancanza di interoperabilità, integrazione e cooperazione tra i sistemi informativi delle PA
  • lentezza nelle procedure che consentono di recepire l’innovazione tecnologica e di coniugarla con l’innovazione organizzativa.

Il TIX dà la possibilità di razionalizzare tutte le infrastrutture della PA, come per altro stabilito prima da AgID attraverso le “Linee Guida per la Razionalizzazione” ed ora, in maniera più decisa, con il Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione 2017-2019.

In particolare, attraverso le sue linee guida, AgID assegnava proprio alle Regioni il compito di razionalizzare i CED delle PA sul territorio. Le Amministrazioni che potranno contare su CED più innovativi avranno la possibilità di offrire una qualità dei servizi decisamente superiore.

La razionalizzazione è fondamentale poiché consente di avere CED molto più sicuri: in un mondo sempre più orientato verso un’erogazione massiva dei servizi in via digitale a cittadini e imprese non si può più prescindere da livelli di servizio elevati, che sono in grado di garantire la continuità del servizio.

Le principali modalità di razionalizzazione delle infrastrutture tecnologiche ICT vengono classificate in queste tre macro categorie:

  • consolidamento degli spazi
  • ottimizzazione delle infrastrutture informatiche hardware (server e storage), compresi gli interventi di consolidamento e di virtualizzazione degli apparati IT (cloud)
  • condivisione dei servizi (servizi di gestione delle infrastrutture, servizi di Continuità Operativa)

Il data center TIX è in grado di offrire questi servizi su tutto il territorio toscano e per la Pubblica Amministrazione toscana, razionalizzando le infrastrutture IT.

Disporre di un data center di proprietà pubblica offre anche un notevole vantaggio per le PA sul territorio: quella di avere un luogo sicuro, sia dal punto di vista della sicurezza che del rispetto della privacy,  dove far risiedere i propri dati.

Il Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione si concentra oggi sulla possibilità di rendere disponibili servizi in Cloud erogati dal Cloud della PA di Consip o da quelli che diventeranno i Poli Strategici Nazionali (PSN).

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Sanità Digitale e Piano Triennale ICT

Sanità Digitale e Piano Triennale ICT

Sanità Digitale: il futuro tracciato secondo il Piano Triennale ICT

Ottime notizie per quel che riguarda la Sanità Digitale. Lo scorso fine maggio, infatti, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha varato il Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (2017–2019), attraverso cui l’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) insieme al Team per la Trasformazione Digitale definisce il modello di riferimento per lo sviluppo e l’evoluzione del sistema informativo della Pubblica Amministrazione italiana.

Il Piano Triennale identifica un modello per lo sviluppo del digitale delineando i principi fondamentali da seguire, le regole di usabilità e interoperabilità e precisando la logica di classificazione delle spese per le ICT del settore pubblico secondo le linee guida europee e del Governo.

La versione appena pubblicata si riferisce però solo alle attività per il 2018: entro il mese di settembre di ogni anno verrà pubblicata una versione aggiornata del Piano al fine di indirizzare le azioni per l’anno successivo.

Il Piano Triennale rappresenta di fatto il primo documento di indirizzo strategico ed economico che permette di guidare operativamente la trasformazione digitale della PA, coordinando le attività relative ai 4,6 miliardi di euro (fonti di finanziamento nazionali e comunitarie) che sono stati stanziati per il raggiungimento degli obiettivi prefissati della strategia Crescita Digitale.

In accordo con la Legge di Stabilità 2016, si dà inoltre il via ad un percorso di guida per la riqualificazione della spesa nel settore ICT che consentirà, a livello nazionale, un risparmio del 50% della spesa annuale, da raggiungere alla fine del triennio 2016-2018, destinando i fondi in investimenti per innovazione e sviluppo.

AgID si occuperà di guidare il coordinamento, l’attuazione e il monitoraggio delle amministrazioni nella fase di adeguamento alle indicazioni contenute nel Piano.

 

Sanità Digitale: punto della situazione

Analizzando nello specifico quel che riguarda l’ecosistema Sanità, occorre menzionare l’accordo con la Missione “Tutela della salute” e il documento Strategia per la Crescita Digitale 2014-2020, in cui viene identificata l’azione “Sanità digitale“.

Gli attori che vengono coinvolti in questo processo sono: Ministero della Salute, MEF, ISS, Regioni, Aziende sanitarie, AgID, Istituti zooprofilattici, AGENAS, AIFA.

La Sanità Digitale punta ad innovare quella che è la figura tradizionale della sanità italiana a cui siamo abituati, così da poter fornire sempre più servizi ai cittadini e aumentarne l’efficienza.

Tra i vari obiettivi dichiarati, la Sanità Digitale punta a:

  • riorganizzare e potenziare i servizi messi a disposizione dei cittadini
  • coordinare l’attività dei diversi operatori
  • migliorare e semplificare la comunicazione e l’interazione con utenti e aziende potenzialmente coinvolte, come i fornitori a livello centrale, regionale e locale
  • fornire al cittadino un servizio che gli consenta di poter tracciare, consultare e condividere la propria storia sanitaria (eventi clinici presenti e trascorsi riguardanti l’assistito) attraverso un’infrastruttura digitale in grado di gestire dati e documenti in formato digitale di tipo sanitario e socio-sanitario

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Cloud nella PA

Cloud nella PA - Pubblica Amministrazione | Sygest Srl

Cloud nella PA

La PA sta avviando un piano di utilizzo del cloud computing, attraverso una pianificazione della razionalizzazione dei Datacenter pubblici italiani che mira a creare una nuova infrastruttura IT a livello nazionale (secondo le indicazioni del Piano Triennale AgID). Questo modello prevede una collaborazione tra centro e periferia mirato allo sviluppo di community cloud avanzate

Il Piano di Razionalizzazione dei Datacenter pubblici italiani a più riprese evocato da norme e da documenti strategici si appresta a divenire realtà, soprattutto grazie all’ausilio del cloud computing, che è in grado di garantire ordine ed efficienza nell’architettura informatica della Pubblica Amministrazione (PA).

Quest’opera di razionalizzazione sarà avviata ufficialmente, dopo l’entrata in vigore il Piano Triennale per l’informatica 2017-2019, messo a punto dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e dal Team Digitale di Diego Piacentini.

Attraverso il Piano Triennale la Presidenza del Consiglio avvierà una razionalizzazione coordinata a livello nazionale, raccordando le iniziative che negli ultimi anni molte regioni hanno sviluppato attraverso piani a livello locale molto eterogenei tra di loro.

Sul territorio in particolare, sono state realizzate: reti di data center regionali, servizi in cloud e “community network”, in alcuni casi attraverso un modello collaborativo in grado di coinvolgere diverse PA, Comuni, Asl e Università.

L’opera di razionalizzazione e il cloud nazionale sono quindi chiamate a una missione molte importate: uniformare il piano di informatizzazione di tutte le regioni italiane, dai centri urbani fino alle periferie.

Sarà quindi necessario sviluppare assieme un modello di community cloud in grado di garantire l’interoperabilità tra servizi sviluppati a livello nazionale (Spid e fatturazione elettronica, per esempio) e servizi già presenti a livello regionale, che man mano stanno passando su strutture di cloud regionale.

L’altro aspetto da tenere in stretta considerazione è il rapporto strutturato con i vari soggetti privati, affinché anche le loro soluzioni (testate, collaudate e certificate) vadano sulla community cloud e da lì siano acquistabili dagli enti.

Solo attraverso questo nuovo modello di collaborazione, sarà possibile portare a compimento la grande missione di trasformazione digitale dell’infrastruttura IT del Paese, convertendo i costi ricorrenti dell’informatica pubblica in innovazione reale.

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@e.bollo: imposta digitale

@e.bollo - pagoPA | Sygest Srl

@e.bollo: la marca da bollo digitale per i documenti richiesti alla Pubblica Amministrazione

Agenzia delle Entrate, AgID e Infocamere hanno attivato il servizio @e.bollo che permette di versare l’imposta di bollo tramite il sistema pagoPA. Sarà disponibile, in via sperimentale, in alcuni comuni della Lombardia e del Veneto

 

La marca da bollo diventa finalmente digitale e acquistabile online attraverso il servizio @e.bollo.

In questo modo sarà possibile versare l’imposta di bollo mediante modalità telematiche sui documenti trasmessi alle PA, tramite pagoPA, il sistema dei pagamenti elettronici che consente a cittadini e imprese di pagare in modalità veloce, facile e sicura la Pubblica Amministrazione.

Questo nuovo servizio @e.bollo è stato sviluppato dall’Agenzia delle Entrate, con la collaborazione dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e di Infocamere. Il pagamento online viene effettuato con addebito in conto, carta di debito o prepagata attraverso i servizi di pagamento del sistema pagoPA.


@e.bollo - imposta digitale con pagoPA | Sygest Srl

Ci troviamo dinanzi a un’importante novità che consente di eliminare uno dei principali vincoli alla completa dematerializzazione di documenti e procedure e rende digitali anche quei servizi che prevedono il pagamento del bollo.

Le soluzioni software proposte da Sygest per la Pubblica Amministrazione sono già in linea con tutte le novità introdotte ed offrono la possibilità di acquistare una marca da bollo digitale attraverso il canale di pagamento verso il sistema pagoPA.

La prima marca da bollo digitale è stata acquistata, a Rovigo, giovedì 13 Aprile ed è stata applicata all’istanza inviata da un’impresa agroalimentare al SUAP di Treviso, gestito attraverso il sistema camerale italiano.

@e.bollo sarà inizialmente disponibile, in via sperimentale, in alcuni comuni pilota della Lombardia (Legnano, Monza, Pavia, Rho,Voghera) e del Veneto (Treviso, Vicenza). Successivamente verrà utilizzato da altri 750 comuni (tra gli oltre 3400 che si avvalgono della piattaforma) e poi verrà esteso anche ad altre amministrazioni e prestatori di servizi di pagamento.

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