Identità Digitale

Identità Digitale

Identità digitale: SPID nelle Università

 

In questi ultimi anni, grazie all’evoluzione e alla diffusione dei diversi servizi informatici, le Università italiane hanno affrontato il problema legato alla gestione dell’identità digitale e del conseguente accesso ai servizi da parte degli studenti e dei dipendenti dell’Ateneo (docenti, ricercatori ed il numerosissimo personale tecnico-amministrativo).

Per questi utenti le Università mettono a disposizione un’ampia gamma di servizi: l’accesso alla rete wi-fi, il catalogo online delle biblioteche , il gestionale studenti, un account di posta elettronica, uno spazio per la condivisione di materiale utili allo studio e alla ricerca e sistemi per pubblicare dei paper. In questi casi è fondamentale che l’identità digitale di ogni individuo venga verificata in modo sicuro e che quindi l’utente possa accedere a questi servizi nella maniera più semplice e intuitiva possibile.

A complicare la situazione si aggiungono i casi purtroppo frequenti in cui una stessa persona riveste più ruoli all’interno dell’organigramma della medesima Università (o in più Università). Ad esempio, può capitare che una persona possieda una coppia di credenziali per la carriera conclusa come studente in un Ateneo e un’altra per l’attività di ricercatore presso un altro Ateneo; oppure una coppia di credenziali come studente e l’altra come amministrativo, e così via. Fino ad oggi l’onere di dover gestire questa molteplicità di ruoli ricadeva sulla persona stessa.

In linea con l’ambizioso progetto di creare un’Università Digitale, Sygest Srl propone la sua soluzione SyAnthus, dedicata alla sottomissione delle istanze online e gestione dei procedimenti che può facilmente integrarsi con qualunque tipo di infrastruttura. SyAnthus è infatti un servizio in cloud in grado di rendere più veloci e meno onerose le pratiche interne all’Università, facilitando i rapporti con gli studenti e gli utentu dell’ateneo. La modulistica va on-line: immediatamente compilata, immediatamente trasmessa e immediatamente elaborata. Il software è in grado di effettuare le seguenti operazioni: compilazione on-line/off-line, controlli interattivi sui dati introdotti, firma digitale o firma elettronica avanzata, smistamento automatico.


Identità digitale - SyAnthus | Sygest Srl

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Post-vendita

Post-vendita

Post-vendita: i punti chiave

Nel corso di questo articolo approfondiremo una tematica molto importante legata alla realtà della Fabbrica 4.0, ossia i punti chiave della gestione del post-vendita. Focalizzandoci nell’ottica della realtà d’impresa, abbiamo intervistato l’Ing. Artemio Bisaschi (presidente e CEO di Sygest) così da avere un parere autorevole sull’argomento.

 

In mercati e settori consolidati e maturi, il prodotto è ovviamente pilastro di business ma è sempre più affiancato da un driver fondamentale, che è rappresentato dal servizio di post-vendita. Un alto livello di servizio “after-sales” non solo supporta ma anzi incrementa le vendite.

L’assistenza post-vendita costituisce un tassello fondamentale della catena commerciale dell’azienda. E’ la funzione che permette di preservare il rapporto fiduciario stabilito con il proprio cliente e influenza il giudizio complessiva sull’azienda e sul brand.

Per questi motivi è importante che le aziende si dotino di soluzioni software che ottimizzino e gestiscano a 360° le funzionalità e le attività del service e del post-vendita. Per aziende operanti nel settore metalmeccanico, un efficace esempio di servizio post-vendita evoluto è rappresentato dall’impiego di software che editano e redigono automaticamente i manuali ricambi acquisendo i dati necessari direttamente da CAD, PDM e ERP aziendali.

Altre tipologie di soluzioni per il service e il post-vendita, sfruttando una tecnologia standard riconosciuta a livello internazionale come quella di Adobe e di visualizzatori 3D evoluti, mettono a disposizione dei clienti cataloghi interattivi per la gestione e l’ordinativo dei ricambi.

In questo modo si dà la possibilità ai propri clienti di ordinare i ricambi attraverso piattaforme web e dispositivi mobili come tablet e iPad. L’utente potrà quindi interfacciarsi direttamente e in modo intuitivo con macchine e impianti, grazie alla visualizzazione 3D di assiemi e componenti, per ordinare ricambi ma anche per acquisire competenze in merito a montaggio e smontaggio.

Ulteriori applicazioni di soluzioni software innovative sono rappresentate da tool che supportano l’azienda nella gestione delle principali attività di post-vendita: acquisizione e gestione chiamate clienti, schedulazione interventi dei tecnici, gestione e consuntivazione della contabilità degli interventi dei tecnici.

Un’altra novità è data dalla gestione della packing list fotografica: utile per velocizzare le pratiche doganali e per amministrare in trasparenza la spedizione e la relazione con il cliente. Quello che viene fatto è creare una packing list del materiale spedito all’interno di casse o pallet, con associate le relative foto. Attraverso la lettura di un codice QR-CODE applicato alla cassa, l’utente potrà visualizzare, sullo schermo del proprio dispositivo mobile, i prodotti in esso contenuti. Oltre a garantire un effettivo controllo tra materiale spedito e materiale preparato dall’imballatore, questa soluzione assicura una riduzione sostanziale dei tempi di controllo nelle dogane.




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Impresa 4.0

Impresa 4.0

Impresa 4.0: per un’industria italiana più competitiva nell’era digitale

Il prossimo 5 luglio, presso il Teatro Dal Verme di Milano, si terrà un interessante incontro organizzato da Confindustria Digitale e Assinform sul tema: “Impresa 4.0, per un’industria italiana più competitiva nell’era digitale”. In tale occasione verrà presentato lo studio sull’andamento del mercato ICT in Italia, che conterrà anche le previsioni per il 2018.

 

L’Impresa 4.0 e la digital transformation delle imprese italiane sono due temi molto importanti che progressivamente si stanno ritagliando uno spazio sempre maggiore tra le priorità dei manager delle aziende italiane, del governo e di tutte le realtà produttive del Paese. In attesa della presentazione del piano sull’Industria 4.0 da parte del Governo (a tal proposito il ministro Calenda ha annunciato di volerlo rendere pubblico entro questa estate) e mentre la commissione Attività Produttive della Camera si prepara a presentare il proprio documento sull’argomento, le imprese hanno deciso di scendere in campo.

Il 5 luglio il Teatro Dal Verme di Milano (via S. Giovanni sul Muro, 2) dalle 9 alle 13 ospiterà l’incontro “Impresa 4.0: per un’industria italiana più competitiva nell’era digitale“, evento organizzato da Confindustria Digitale e Assinform. Interverranno, fra gli altri, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania e il presidente di Assinform Agostino Santoni. Durante la giornata verranno presentati i risultati del Rapporto Assinform “Il digitale in Italia 2016” (a cura di Netconsulting cube e Politecnico di Milano) e verrà fatto il punto sull’avanzamento del progetto di Confindustria “Trasformazione competitiva digitale delle imprese e del Paese”.

All’incontro è prevista la partecipazione di tanti protagonisti dell’economia digitale: dalle start-up, alle PMI innovative, ai giovani talenti, fino ai gruppi nazionali e internazionali dell’ICT. Il tema principale su cui si vuole focalizzare la manifestazione è quello dell’innovazione intesa come fattore strategico di crescita e sviluppo del Paese.

Per partecipare all’evento Impresa 4.0: clicca qui

 

Impresa 4.0 – Il Programma della giornata:

 

Impresa 4.0 - Programma | Sygest Srl

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PA Digitale

PA Digitale

PA digitale – I vantaggi di un servizio in cloud

 

L’adozione da parte della Pubblica Amministrazione di soluzioni innovative basate sull’Information and Communication Technology (ICT) costituisce un passo fondamentale verso il processo di trasformazione in PA digitale. Tutte queste novità sono utili per la riorganizzazione dei servizi interni ed esterni atti a incrementare la produttività, condividere le informazioni e attivare quel volano positivo che parte dalla razionalizzazione dei processi interni e arriva all’efficiente erogazione dei servizi all’utenza esterna.

La PA digitale deve quindi adottare una logica di “fruizione” più che di acquisizione, necessaria sia per abbattere le componenti di spesa per gli investimenti e la gestione dell’esistente (quest’ultima nel settore pubblico si attesta circa alla metà del valore complessivo della spesa ICT), sia per focalizzare la professionalità e le risorse sul perseguimento degli obiettivi legati alla specifica missione della Pubblica Amministrazione.

In tale ambito le piattaforme cloud consentono a tutti gli attori (della PA e non) di godere di significativi vantaggi derivanti dall’adozione di servizi condivisi, stimolati anche da driver economici: riduzione delle spese di gestione dell’infrastruttura ICT e del parco applicativo esistente, ripensando i servizi in logica aperta.

La condivisione di servizi informatizzati, accessibili su piattaforme centralizzate e costantemente aggiornate, rappresenta l’evoluzione del concetto di “riuso” e, come dimostrano diverse esperienze in campo estero (note con il nome di “shared services”), possono essere messe al centro delle politiche di gestione della spesa informatica della PA.

 

PA digitale: i vantaggi offerti dal paradigma cloud

  • Le PA centrali potranno completare il processo di razionalizzazione della capacità elaborativa e di messa in sicurezza delle banche dati strategiche a livello nazionale, con il rispetto delle caratteristiche di compliance e di gestione del dato, creando ambienti cloud privati o ibridi che sfruttano i data center propri e di Cloud Service Provider.
  • Le regioni potranno costituire il punto di riferimento per il deployment e la replica a livello territoriale delle best practice verticali (per esempio scuola e sanità, smart cities, innovazione nei sistemi turistici), in modo da uscire dalla logica “a macchia di leopardo” che ha caratterizzato finora le iniziative digitali sul territorio.
  • Le PA locali più piccole potranno superare l’ostacolo informatico all’aggregazione, grazie alla possibilità di attingere a servizi centralizzati. In questo modo, l’eterogeneità delle soluzioni e l’insufficienza degli ambienti elaborativi di supporto non saranno più un impedimento, potendo gestire con flessibilità la componente informatica in funzione della dinamica aggregativa e della gradualità con cui l’entità sovracomunale stessa intende mettere in comune i servizi.
  • Tutti gli attori potranno facilmente interoperare e rispettare i dettami normativi imposti dal CAD e dall’Agenda Digitale (in termini di efficienza interna ed efficacia nell’erogazione dei servizi all’utenza) delegando al riferimento contrattuale il mantenimento dei livelli di servizio e della compliance, nonché attingendo a strumenti flessibili per mettere a disposizione i Big Data della PA a coloro i quali vorranno utilizzarli per creare servizi, business e crescita economica.

In questo scenario i Cloud Service Provider dovranno fornire tutte le garanzie infrastrutturali e contrattuali sia alle PA clienti che ai loro interlocutori (cittadini e imprese) e, nel caso di servizi basati principalmente sul contenuto, assicurare la dovuta cura nella qualità, il continuo aggiornamento e la facilità di fruizione, abbattendo così gli ostacoli legati alla mobilità.

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Moduli verticali

Moduli verticali

Moduli verticali dedicati

Nel corso di questo articolo approfondiremo una tematica molto interessante legata al contesto della Fabbrica 4.0, ossia i moduli verticali dedicati. Focalizzandoci sempre nell’ottica della realtà d’impresa, abbiamo intervistato l’Ing. Artemio Bisaschi, presidente e CEO di Sygest Srl, così da avere un parere autorevole sull’argomento.

 

Come definito nell’ultimo articolo pubblicato, una delle funzioni primarie di un ERP esteso (ERP2 o ERP di seconda generazione) è quella di integrare vari moduli verticali, ossia creare un vero e proprio network strategico e virtuale.

Nello specifico, i moduli verticali sono dei tool applicativi dedicati alle singole combinazioni economiche parziali presenti in azienda (singole funzioni o aggregati di funzioni). In tal senso, l’ERP esteso aggregherà e integrerà quindi al suo interno le funzionalità dei moduli progettati ad hoc (nativamente), in modo da gestire e ottimizzare le singole funzioni che presiedono la catena del valore aziendale.

I moduli dedicati maggiormente utilizzati sono:

  • SCM (Supply Chain Management), software per la gestione dei rapporti con i fornitori;
  • PDM/PLM (Product Data Management/Product Lifecycle Management), software per la gestione dei processi e delle operation aziendali;
  • software per il controllo di gestione, la contabilità, la tesoreria e l’approvvigionamento finanziario;
  • CRM (Customer Relationship Management), software dedicato alla gestione dei flussi informativi relativi alle attività commerciali, di marketing e e di gestione della relazione con i clienti;
  • software per la gestione del service, delle attività di post vendita e assistenza verso i clienti.

Per avere un esempio di moduli specifici per processo o per funzione verticale guarda il nostro intervento al Partner Meeting NTS 2016: clicca qui

Nonostante il forte sviluppo di software che operano orizzontalmente nella gestione d’impresa, al giorno d’oggi i singoli moduli verticali conservano enorme rilevanza per l’operatività e il supporto nelle decisioni strategiche aziendali. Le nuove sfide dettate dalla globalizzazione e dalla competizione su scala internazionale, impongono alle aziende (in particolare le PMI italiane ad alto contenuto tecnologico e ad alto valore aggiunto) di coordinare e presiedere in modo integrato la catena del valore, interfacciandosi in modo sistematico, efficiente ed efficace con: fornitori, partner, collaboratori e clienti.

Un’azienda che punta a ottimizzare l’utilizzo delle proprie risorse, indirizzare le scelte di business in base all’analisi dei dati e dal confronto degli scenari e pianificare una strategia, non può prescindere dall’utilizzo di soluzioni gestionali verticali dedicate.



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