AgID Modello strategico

AgID Modello strategico

AgID – Il Modello strategico di evoluzione dell’Ict delle PA

 

Il modello strategico di AgID percorre con decisione la strada dell’apertura verso il digitale, con la diffusione degli open data dei e servizi tramite API, consentendo così alle imprese di sviluppare un’offerta sempre più personalizzata, basata sulle esigenze dei cittadini


AgID Modello strategico | Sygest Srl

L’approvazione del “Modello strategico di evoluzione del Sistema Informativo della Pubblica Amministrazione“, da parte del Comitato di indirizzo AgID, costituisce un evento molto importante per il percorso di crescita digitale del nostro Paese. Rappresenta la condizione necessaria per poter realizzare un vero e proprio coordinamento tra le Pubbliche Amministrazioni (PA) e per predisporre il “Piano Triennale dell’Information and Communication Technology ICT) nella Pubblica Amministrazione” previsto nello Statuto di AgID (ribadito nella Legge di Stabilità 2016 e nel testo del nuovo Cad.

La presentazione del modello è avvenuta durante il recente convegno sull’Agenda Digitale Italiana (Video del convegno), evento che ha visto la partecipazione di Tim Berners Lee, il famoso informatico britannico, co-inventore (insieme a Robert Cailliau) del World Wide Web nel 1989.

 

Struttura del modello

Il modello si articola su quattro livelli:

  1. Infrastrutture fisiche (connettività, data center, tecnologia cloud);
  2. Infrastrutture immateriali (sistema pubblico di identità digitale Spid (vedi qui), anagrafe unica Anpr, sistema dei pagamenti PagoPA (vedi qui), sistema di fatturazione elettronica);
  3. Ecosistemi di interoperabilità (ecosistemi di settore basati su servizi applicativi come Scuola, Turismo, Sanità, etc.);
  4. Italia Login (framework di integrazione dei servizi della PA in un unico contesto coerente dal punto di vista di esperienza utente e usabilità).

La vera novità introdotta dal modello è quella di voler definire una strutturazione organica dei diversi programmi avviati nel contesto della “Strategia di Crescita Digitale”, ma anche nella scelta di percorrere con decisione la strada della digitalizzazione, attraverso la diffusione degli open data e con l’apertura dei servizi tramite API. Tutto questo permette alle aziende di beneficiare di un patrimonio di possibilità di integrazioni di servizi e dati e consente di venire sempre più incontro alle esigenze dei cittadini.

Partendo da questo scenario si configura una nuova modalità di relazione tra le Pubblica Amministrazioni (PA) e tra pubblico e privato, basata su un ruolo pubblico che punta a realizzare delle piattaforme e a stabilire delle condizioni abilitanti per lo sviluppo del digitale. Così facendo si entra direttamente nell’ottica di rendere disponibili, in digitale, non solo quei servizi pubblici considerati essenziali, ma anche di creare un contesto (tecnologico, metodologico e di standard) tale da favorire lo sviluppo creativo dei servizi la cui qualità, coerenza e interoperabilità abbiano però già dei requisiti noti da soddisfare.

Secondo Stefano Quintarelli (deputato e presidente del comitato d’indirizzo AgID): “Attraverso le API e la decentralizzazione della realizzazione delle applicazioni, la PA diventa un terreno su cui i privati possono costruire servizi“. E poi: “AgID avrà il compito di mantenere il registro delle API a beneficio degli sviluppatori. I servizi e le infrastrutture saranno realizzabili anche da privati, che potranno accedere al sistema pubblico di connettività e quindi alle cosiddette porte applicative, e per un dominio applicativo si costituiranno così degli ecosistemi di componenti di servizio ed applicazioni in grado di utilizzarle“.

La scelta fatta sull’apertura, basata anche sulla consapevolezza delle risorse pubbliche a disposizione e dall’identificazione del ruolo pubblico come soggetto abilitante verso cittadini e imprese, punta ad ottenere una forte accelerazione nello sviluppo digitale del nostro Paese, che al momento è ancora molto arretrato in diverse aree.

 

Transizione al digitale delle Pubbliche Amministrazioni (PA)

L’accompagnamento delle Pubbliche Amministrazioni (PA) nella loro trasformazione digitale è uno dei temi caldi affrontati dal nuovo Cad che, sulla base di quanto indicato nella legge delega, prevede un ufficio dirigenziale specifico per la “transizione al digitale”, in moda da guidare il cambiamento di ciascuna amministrazione dal punto di vista della riorganizzazione dei processi, delle modalità di
funzionamento e delle competenze necessarie.

Il segreto del successo generale del modello strategico e della trasformazione digitale delle amministrazioni sta nell’adeguatezza e nell’efficacia delle scelte che si operano concretamente nell’ambito organizzativo e delle competenze di ciascuna amministrazione. Su questo tema sarà importante che AgID fornisca delle linee guida (vedi il PDF) che consentano un accompagnamento delle amministrazioni verso il cambiamento indotto dalla trasformazione digitale, costruendo un ambiente comune (metodologico, culturale, tecnologicamente abilitato) in cui:

  • confrontare le esperienze e mettere a sistema le buone pratiche;
  • sia possibile un’operazione virtuosa di valutazione dello stato di maturità e delle
    differenze, così che, sulla base di un linguaggio comune, si possa procedere rapidamente sul percorso di trasformazione;

 

Gli elementi per la trasformazione digitale

Un riferimento utile per indirizzare la trasformazione digitale delle Pubbliche Amministrazioni (PA) può essere il framework elaborato da MIT e CapGemini (creato nel 2011 e aggiornato di recente) pensato per guidare il cambiamento delle imprese, ma declinabile in ambito pubblico con buoni vantaggi e poche forzature. Il modello si articola su nove elementi raggruppati in tre macro aree:

  • Customer Experience, ossia la qualità dei servizi offerti dalle Pubbliche Amministrazioni a cittadini e aziende (e in alcuni casi anche ad altre amministrazioni). Tutto questo riguarda: la comprensione delle esigenze dei soggetti che saranno destinatari dei servizi, la comunicazione, le azioni mirate allo sviluppo della domanda la predisposizione delle modalità di fruizione dei servizi più adeguate alle esigenze che si devono soddisfare;
  • Operational process, valido sia nel settore privato che in quello pubblico, si focalizza su: digitalizzazione dei processi (con un focus su riorganizzazione dei processi e miglioramento delle prestazioni), realizzazione di modalità di lavoro abilitanti per una reale condivisione della conoscenza e collaborazione, in un approccio efficace alla gestione delle performance con un’enfasi all’utilizzo dei dati e alla trasparenza;
  • Business Model, riguardante il settore pubblico, si concentra sulla definizione e realizzazione delle strategie necessarie per poter indirizzare il cambiamento sia all’interno dell’amministrazione sia nei rapporti con gli stakeholder e il mercato. Vengono quindi affrontate tutte quelle problematiche legate alla realizzazione di un’amministrazione “digitale e aperta” (così come richiesto dalla legge delega sulla riforma della PA, oltre che quelle indicate dal modello strategico AgID) come: la costruzione degli ecosistemi di dominio e lo sviluppo degli Open Data e degli Open Services (e in generale degli aspetti di Data Management).

 

Sygest Srl, forte di una notevole competenza sulla tecnologia PDF, sviluppa soluzioni software estremamente avanzate per Pubblica Amministrazione, come la compilazione di istanze online da qualsiasi tipo di dispositivo mobile con la possibilità di apporvi una firma elettronica (vedi qui).

Per visitare il sito di AgID clicca qui.

 

Info e contatti

Per ricevere ulteriori informazioni sul modello strategico di Agid e per conoscere tutte le soluzioni software di Sygest Srl ti invitiamo a scrivere all’indirizzo mail e.corradini@sygest.it e a visitare i nostri siti web: www.sygest.com e www.manualipdf.it

 

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PagoPA

PagoPA | Sygest Srl

PagoPA: inizia il conto alla rovescia per tutte le amministrazioni

 

PagoPA è il sistema di pagamento elettronico realizzato dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) in attuazione dell’Articolo 5 del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale). Questo scenario rientra nel percorso di attuazione delle diverse iniziative normative che le Pubbliche Amministrazioni (PA) del Paese devono realizzare e promuovere nell’ambito della Programmazione Comunitaria 2014-2020, insieme a SPID e Italia Login. Il fine di queste iniziative è quello di conseguire i seguenti obiettivi: razionalizzazione e contenimento della spesa pubblica, garanzia di omogeneità di offerta ed elevati livelli di sicurezza.

Le Pubbliche Amministrazioni sono obbligate ad aderire al sistema PagoPA entro il 31 Dicembre 2015

 

Che cos’è il sistema PagoPA?

Il sistema di pagamenti elettronici PagoPA consente ai cittadini e alle imprese di effettuare qualsiasi pagamento verso le Pubbliche Amministrazioni (PA) e i gestori di servizi di pubblica utilità in modalità elettronica.

Questo sistema permette a cittadini ed imprese di:

  • scegliere il prestatore del servizio di pagamento;
  • scegliere tra più strumenti di pagamento;
  • scegliere il canale tecnologico di pagamento preferito;
  • conoscere preventivamente i costi massimi dell’operazione da effettuare;
  • avere garanzia della correttezza dell’importo da pagare;
  • ottenere immediatamente una ricevuta con valore liberatorio.

Nel caso della Pubblica Amministrazione (PA), invece, il sistema permette di:

  • velocizzare la riscossione degli incassi, ottenendone l’esito in tempo reale e potendo effettuare la relativa riconciliazione in modo certo e automatico;
  • ridurre i costi e ottimizzare i tempi di sviluppo delle nuove applicazioni online;
  • eliminare la necessità di stipulare specifici accordi con i prestatori di servizi di riscossione.

 

Sygest Srl ha sviluppato la soluzione SyAnthus per ovviare la pratica della sottomissione di istanze che prevedono anche un pagamento verso la Pubblica Amministrazione (allegando tutti i documenti richiesti). Al momento, è in fase di valutazione la realizzazione del canale di pagamento verso il sistema PagoPA..

Per accedere alla pagina di AgID: clicca qui.

 

Info e contatti

Per ricevere ulteriori informazioni in merito al sistema PagoPA e per conoscere tutte le soluzioni software di Sygest Srl. ti invitiamo a scrivere all’indirizzo mail e.corradini@sygest.it e a visitare i nostri siti web: www.sygest.com e www.manualipdf.it

 

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Spid

Spid - Sistema Pubblico di Identità Digitale | Sygest Srl

Spid: le regole tecniche fornite da Agid per l’identità digitale

 

Sono state siglate dall’Agid le istruzioni per l’uso dello Spid ossia il “Pin unico” che permetterà l’accesso, con un’unica chiave, ai servizi online della Pubblica Amministrazione: dal fisco alla sanità. Nell’articolo tratteremo i temi relativi a: tempi di attuazione, accreditamento gestori e riuso delle identità pregresse.


Spid - Identità Digitale | Sygest Srl

Sono pronte le regole per lo Spid, il Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale. Si tratta delle istruzioni per l’uso del cosiddetto “Pin unico” siglate dall’Agid, l’Agenzia per l’Italia Digitale, in accordo con il Garante della Privacy. Il Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale permetterà l’accesso con un’unica chiave, o lucchetto (questo è il suo logo), ai servizi online della Pubblica amministrazione, dal fisco alla sanità.

Nonostante la recente sentenza della prima sezione del Tar del Lazio, che ha annullato di fatto l’Articolo 10 (che fissava a minimo 5 milioni il capitale sociale per poter diventare provider di identità digitale), la macchina dello Spid non si ferma e l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) ha pubblicato i regolamenti tecnici per l’avvio del Sistema Pubblico di Identità Digitale, grazie anche alla collaborazione con il Garante della Privacy.

 

I quattro regolamenti

Si tratta nello specifico di quattro regolamenti:

 

E ancora…

Secondo Antonio Samaritani, direttore generale di Agid, lo Spid verrà rilasciato gratis sia per i cittadini che per le imprese. Andando nello specifico però, la gratuità riguarderà l’identità digitale di tipo uno e di tipo due, che corrisponde ai primi due livelli di sicurezza: quelli che in pratica permetteranno al cittadino di accedere alla maggior parte dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione (PA). Al livello tre viene invece associato un supporto materiale, ossia una smart card.
In seguito al confronto tra Agid e Garante della Privacy si è arrivati alla definizione condivisa sia delle caratteristiche che delle modalità di adozione del Sistema Pubblico di Identità Digitale. Tutto questo si è poi concretizzato grazie all’integrazione delle regole tecniche con le osservazioni relative ai profili di specifica competenza del Garante.

L’importanza strategica del sistema Spid per l’intero percorso di digitalizzazione del Paese, è stato illustrato nei due documenti realizzati dal Governo, ossia “Strategia per la crescita digitale” e “Agenda per la semplificazione 2015-2017″. L’Agenzia per l’Italia Digitale e il Garante per la Protezione dei dati personali collaboreranno per assicurare l’allineamento dei regolamenti e delle soluzioni tecniche con le esigenze di sicurezza e garanzia di protezione dei dati, anche nelle successive fasi legate alla realizzazione, allo sviluppo e all’implementazione del sistema.

Stando alle dichiarazioni rilasciate all’ANSA dal dg Samaritani, la prima identità digitale sarà rilasciata a dicembre di quest’anno, mentre dal 15 settembre si aprirà l’accreditamento per i gestori di Spid.

 

Info e contatti

Per ulteriori informazioni e approfondimenti sullo Spid ti invitiamo a scriverci all’indirizzo mail e.corradini@sygest.it e a visitare i nostri siti web www.sygest.com e www.manualipdf.it

 
 

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Consenso informato

Perchè il consenso informato digitale tutela più della carta?

 

Consenso informato - Sygest SrlSygest, sviluppatore e partner certificato Adobe, collabora attivamente con realtà private e pubbliche.
Crediamo nella sinergia e divulgazione delle informazioni fra le aziende che appartengono ai vari settori perché la “contimazione” porta  molto spesso  idee e spunti.

La dematerializzazione, parola sicuramente di moda, Sygest la interpreta nella risoluzione di problemi concreti. Di seguito un primo esempio che dal settore pubblico trova la sua applicazione.

 

Perchè il consenso informato digitale tutela più della carta? La mancata esibizione del consenso informato può comportare risarcimento di danni o, anche, azioni penali per il sanitario.Il consenso informato digitale, firmato dal paziente con strumenti elettronici, ha piena validità legale e tutela più della carta perché:
  • Si allerta se privo della firma del paziente;
  • Si segnala se mancante dalla cartella clinica;
  • Non può essere smarrito;
  • Si rintraccia con immediatezza.

 

– Per saperne di più visita il nostro sito: Sygest
 

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