Convegno Biennale CSC

Convegno Biennale CSC (Centro Studi Confindustria) 2016: il resoconto della due giorni di Parma

 

La scorsa settimana la città di Parma è stata il teatro del principale appuntamento di Confindustria del 2016: il Convegno Biennale CSC (Centro Studi Confindustria) dal titolo “Imprenditori, i geni dello sviluppo“. L’evento si è svolto in due appuntamenti: Venerdì 8 (dalle ore 14.00 alle 18.30) e Sabato 9 Aprile (dalle ore 9.00 alle ore 13.00) presso il Padiglione n. 4 delle Fiere di Parma – per conoscere il programma completo del convegno leggi l’articolo Biennale CSC 2016.

L’Unione Parmense degli Industriali ha collaborato alla realizzazione dell’evento, a sei anni di distanza dall’ultimo importante convegno di Confindustria svolto nella città ducale, in occasione delle celebrazioni del Centenario di Confindustria. In quella circostanza al centro del dibattito ci furono le imprese ed il contributo significativo dato alla crescita del Paese e al suo benessere. Nel 2010 si assisteva ai primi effetti della crisi economica che avevo colpito l’Italia: da allora sono intervenuti grandi cambiamenti, sia nelle imprese che negli imprenditori. Rispetto a quel periodo è cambiato un po’ tutto: il contesto di mercato, l’organizzazione aziendale e l’approccio alla crescita. Le imprese si sono dovute confrontare con scenari nuovi, che hanno imposto agli imprenditori e a tutti i loro collaboratori di ridefinire le strategie e riprogrammare l’intero ciclo di vita di prodotti e servizi.

Secondo Alberto Figna (Presidente dell’Associazione degli Industriali di Parma) il Convegno Biennale CSC rappresenta un importante riconoscimento per il ruolo che l’economia parmense svolge nel contesto italiano e in quello internazionale. La figura dell’imprenditore riveste un ruolo fondamentale all’interno di questo scacchiere: non bisogna dimenticare che dietro a ciascuna realtà aziendale ci sono gli imprenditori. Questi sono stati i veri protagonisti di questo convegno, sotto ogni punto di vista: dal confronto tra esponenti del tessuto economico a quelli del mondo accademico ed istituzionale. L’evento si è rivelato un’occasione davvero utile per fare una riflessione sull’identità dell’imprenditore: per trarne tutte indicazioni utili su come rafforzare il suo ruolo di attivatore del cambiamento e di motore dello sviluppo.


Convegno Biennale CSC 2016

Gabriele Buia apre la due giorni di Confindustria a Parma (Foto tratta dal sito della Gazzetta Di Parma).

Secondo Gabriele Buia (vicepresidente dell’Unione Parmense degli Industriali) occorre continuare a credere nei propri sogni e nel proprio ideale d’impresa. Nel suo intervento, Buia ha poi posto l’attenzione sui troppi freni posti allo sviluppo delle imprese affermando che, ora più che mai, con l’emergere di nuovi scenari, non si percepisce il supporto della Pubblica Amministrazione. Quest’ultima dovrebbe rappresentare un prezioso alleato all’interno della competizione globale (che ormai caratterizza le economie delle varie nazioni) ma non sempre il legame si concretizza.

Durante il convegno, è stata trasmessa una video-intervista del premio Nobel per l’Economia, Robert Shiller, che ha affermato la sua intenzione di investire nel nostro paese. In Italia non c’è una bolla finanziaria, non c’è in Europa come potrebbe esserci negli Stati Uniti, dove i prezzi sono alti. In uno scenario in cui gli investimenti vanno differenziati su piazze diverse, l’economista americano ha affermato che l’Europa è un mercato molto interessante dove i prezzi non sono ancora alti.

Stefano Barrese (responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa San Paolo) ha sottolineato il clima di maggiore fiducia e serenità che si respira oggi. Nel suo intervento ha affermato che, durante i primi 3 mesi del 2016 sono stati erogati, attraverso la Banca dei Territori di Intesa San Paolo, 7,5 miliardi di finanziamenti contro i 4,5 miliardi del 2015, di cui alle Pmi 3 miliardi contro i 2,5 miliardi dello scorso anno.


 

Convegno Biennale CSC: i dati del rapporto presentato

Dal rapporto stilato durante il Convegno Biennale CSC (Centro Studi di Confindustria) emerge che, a causa di tasse, burocrazia e accesso al credito, il 78% degli imprenditori ritiene che rispetto al passato l’avvio di una nuova impresa sia più difficoltoso. E’ stata anche affrontata la questione legata alla percezione che si ha degli imprenditori dall’esterno: il 53% delle persone intervistate hanno espresso un giudizio positivo mentre per il 45% sono peggiorati negli ultimi anni. Inoltre, per il 41% degli intervistati, gli imprenditori mostrano competenza, per il 37,5% determinazione, per il 43% coraggio e solo per il 19% onestà e correttezza. Per il 78% degli imprenditori è sempre più difficile fare impresa e l’81% dichiara che la competizione internazionale richiede un salto culturale nella guida delle aziende.

Al centro del Convegno Biennale CSC c’è la figura dell’imprenditore in Italia. Questa è stata la prima occasione che Confindustria ha realizzato una vera e propria analisi, non solo economica, ma anche sulle persone imprenditrici, sondando l’opinione che gli italiani hanno degli industriali. Dai dati ottenuti si conferma l’alta vocazione industriale del nostro Paese, che è ancora trainato dagli imprenditori, seppur con segni di scoraggiamento, specie tra le nuove generazioni. L’opinione pubblica, in leggera maggioranza, ha un’immagine positiva dell’impresa, anche se non ne percepisce appieno i valori fondamentali al benessere collettivo. Per il Centro Studi di Confindustria, l’Italia si conferma una paese di imprenditori: i lavoratori indipendenti, sono il 24,9% sul totale degli occupati . Emerge poi un senso di scoraggiamento da parte dei potenziali nuovi imprenditori: tra gli italiani la percentuale di chi oggi sceglierebbe un lavoro indipendente è del 44%.

Il 78% degli imprenditori afferma che, rispetto al passato, avviare oggi una nuova impresa è molto più complicato rispetto al passato. In queste circostanze pesano sia la crisi che gli avvenimenti storici. Per il 54,3 % degli imprenditori intervistati, il principale ostacolo all’attività sono le tasse, per il 45,7% l’eccesso di burocrazia, mentre per il 37,7% la difficoltà di accesso al credito. Il 41,2% delle imprese sono di prima generazione (trend in aumento) mentre il 48,5% sono state avviate in passato dalla famiglia. Per quanto riguarda i valori, gli imprenditori mettono al primo posto la famiglia, al secondo posto il sacrificio e al terzo il lavoro. Lo studio, inoltre, esamina anche la percezione che la gente ha dell’imprenditore e che l’imprenditore ha di sè stesso all’interno della società: per il 64,7% degli intervistati a questa professione non viene riconosciuto il giusto valore. Tra le caratteristiche attribuite alla figura dell’imprenditore, compaiono al primo posto competenza e coraggio, ma solo all’ultimo gradino l’onestà. Per il 48,4% degli intervistati, lo sviluppo delle piccole e medie imprese assume un ruolo importante per la crescita del Paese. In Italia, infatti, l’importanza del settore industriale è molto sottovalutata: è il secondo Paese manifatturiero d’Europa dopo la Germania, ma solo un terzo della popolazione è a conoscenza di questo importante riconoscimento.

 

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