Fabbrica Digitale

Fabbrica Digitale – Convegno alla fiera Mecspe 2016

 

Lo scorso 18 Marzo, nella cornice della fiera internazionale di MECSPE 2016 (Sala B – Padiglione 7 delle Fiere di Parma) si è tenuto un interessante workshop sul tema della Fabbrica Digitale dal titolo “Accelerare il percorso di trasformazione digitale del settore manifatturiero italiano“, organizzato dall’Università di San Marino, Confindustria Servizi Innovativi e Unione Parmense degli Industriali.

L’obiettivo del convegno è stato quello di analizzare, anche attraverso casi concreti e best practices, la trasformazione digitale dei processi industriali. Una vera e propria rivoluzione dell’assetto produttivo tradizionale in Europa, che sta creando notevoli opportunità ma anche grandi sfide. L’incontro è stata anche un’occasione per presentare e soprattutto confrontare le strategie UE ed italiane per accelerare la transizione alle tecnologie digitali dei processi di produzione tradizionali e discutere su come sostenere e rafforzare la competitività dell’industria italiana sui nuovi scenari: identificando programmi, azioni e strumenti che meglio si adattano alla specifica struttura e dinamiche del nostro comparto industriale.


Fabbrica Digitale | Mespe 2016

Fra i temi caldi che sono stati trattati trattati citiamo: l’Internet delle Cose, Sistemi Ciberfisici, Big Data, Robotica Avanzata, l’Intelligenza Artificiale (IA), Sistemi Autonomi e Additive Manufacturing. Queste sono tematiche che gradualmente stanno inducendo dei cambiamenti radicali nei ruoli e strategie delle aziende verso i propri clienti, lungo tutta la catena del valore. La Fabbrica 4.0 è anche il driver di una più ampia trasformazione strutturale delle economie europee. Le aziende si trovano in qualche modo sollecitate a modificare rapidamente i propri processi di produzione, i prodotti ed i modelli di business tradizionali adattandoli a nuove dinamiche di mercato. Se si vuole essere in grado di cogliere con successo tutte queste nuove opportunità offerte occorre acquisire specifiche conoscenze e raggiungere una certa maturità digitale.

La crescita che viene imposta dalla globalizzazione al sistema produttivo europeo dovrà ruotare intorno alle grandi innovazioni. Queste però, almeno nella fase iniziale, intimoriscono un po’ dato che indirizzano verso un importante cambiamento. Bisogna però convincersi del fatto che solo attraverso un cambiamento radicale il sistema potrà tornare a crescere in modo considerevole. Tutto questo avverrà nel momento in cui saremo davvero in grado di convergere completamente le innovazioni contemporanee (come l’Intelligenza Artificiale e l’Internet delle Cose) verso una nuova rivoluzione industriale. Si prospetta dunque uno scenario in cui tutto sarà ridisegnato: dall’organizzazione sociale fino ai centri di produzione.

La trasformazione digitale richiede un intervento considerevole. Il Commissario Oettinger (Commissario europeo per l’Economia e le società digitali), di recente in visita a Roma, sostiene l’iniziativa di una strategia integrata europea per la digitalizzazione dell’industria: l’intervento pubblico può affrontare politiche volte alla creazione di nuovi posti di lavoro e alla definizione di un quadro normativo idoneo all’integrazione dei processi dell’industria digitalizzata. In questo modo verrà data attenzione ad importanti questioni sociali e strutturali quali: la responsabilità, la salute e la sicurezza negli ambienti di lavoro, la sicurezza informatica del flussi digitali e la protezione dei dati.

Un altro tassello strategico è quello che riguarda la definizione di standard e protocolli di comunicazione comuni ed interoperabili lungo tutto il ciclo di vita del prodotto. Su questi obiettivi, industrie e governi devono impegnarsi ad individuare delle soluzioni vincenti. Anche le Regioni ricoprono un ruolo importante per accelerare l’evoluzione di infrastrutture digitali nei propri territori, compatibili alle necessità dei distretti industriali, attraverso la creazione di poli di innovazione e centri di competenza digitali a sostegno delle aziende, in particolare, le PMI durante la trasformazione digitale con know-how tecnologico mirato alla creazione di valore economico addizionale.

 

Fabbrica Digitale: analisi e riflessioni emerse durante il workshop

Il workshop è stata l’occasione ideale per affrontare e discutere della situazione italiana attuale e delle misure rapide da adottare per favorire la maturità digitale delle aziende. Il tutto con un focus mirato su quelle dinamiche man mano stanno rivoluzionando l’assetto produttivo tradizionale in Europa, creando contemporaneamente grandi sfide e nuove opportunità. La società di consulenza Roland Berger, in un recente studio, ha stimato che entro il 2025 le tecnologie digitali potrebbero generare 1.250 miliardi di euro di valore aggiunto per l’industria manifatturiera, o al contrario cancellarne 605 miliardi di euro se gli obiettivi di crescita digitale non verranno raggiunti.

Come detto anche precedentemente, durante il meeting sono state analizzate le varie strategie e i metodi organizzativi che portano verso la cosiddetta Fabbrica Digitale, comprese le strategie dell’Ue che punta a vincere la sfida del digitale e realizzare l’ambito progetto della Fabbrica 4.0. Numerose sono state le riflessioni fatte sul ruolo pubblico all’interno delle politiche volte alla definizione di un quadro normativo idoneo all’integrazione dei processi dell’industria digitalizzata, prestando attenzione a questioni sociali e strutturali molto importanti come: la sicurezza informatica dei flussi digitali e la protezione dei dati.

Il primo ad intervenire al dibattito è stato Alberto Figna, Presidente dell’Unione Parmense degli Industriali, il quale ha dichiarato: “Questo convegno, vuole rappresentare un punto di partenza per fare cultura, informare e accrescere consapevolezza su questo tema. Nei prossimi giorni l’Upi attiverà un confronto con le aziende dei diversi settori merceologici che compongono l’associazione, attraverso la costituzione di due tavoli di lavoro: il Club digitale (formato da innovatori e IT manager) e il Club dei responsabili di produzione. Da queste attività di ascolto emergeranno esigenze, ambiti di intervento prioritari e linee guida per la predisposizione di specifici momenti formativi o di approfondimento tecnico”.

Poi è stata la volta di Giuseppe Padula, delegato all’Innovazione dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, che ha dichiarato: “Si è passati da una fase di osservazione a una di sviluppo”. Khalil Rouhana (direttore della Directorate Digital Content and Cognitive System della Commissione Ue) ha annunciato che il 6 aprile 2016 verrà presentata una grande strategia europea per la digitalizzazione: l’Ue stanzierà 500 milioni di euro per fare in modo che qualsiasi tipo di impresa, piccola o grande che sia, possa avere accesso alle ultime tecnologie digitali.

Andrea Pontremoli (amministratore delegato di Dallara), ha poi spiegato come la Fabbrica Digitale possa cambiare l’organizzazione, i processi produttivi e la gestione delle reti dei fornitori. In particolare ha affermato che: “Con l’avvento del digitale, il fattore organizzativo assume un ruolo fondamentale, perché viene rivoluzionato il modo di operare dell’azienda. Adottare tecnologie digitali rende necessario fare formazione per i capi delle aziende. E’ infatti inutile digitalizzare se poi chi è a capo dell’impresa non sa come utilizzare queste tecnologie”.

 

Info e contatti

Per ricevere ulteriori informazioni sul convegno della Fabbrica Digitale e per conoscere tutte le soluzioni software di Sygest Srl ti invitiamo a scriverci all’indirizzo mail e.corradini@sygest.it e a visitare il nostro sito web: www.sygest.com

 

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